NasodiLegno

Fra il marionettista e il burattinaio, c'è dunque una sostanziale differenza (…)
Il marionettista ha creduto l'uomo perfetto e ne ha fatto un artista a sua somiglianza.
Il burattinaio ha avuto la persuasione dell'imperfezione umana, ed eccoti venir fuori il burattino: informe, grottesco e senza gambe: forse per dargli
così, possibilmente, più testa.

(Italo Ferrari, burattinaio)

‎"Ed è così, miei piccoli lettori, che io scelsi d'esser chiamato "burattino", pur essendo, nella realtà dei fatti, una marionetta. Speravo che l'attenzione di voi tutti si concentrasse sul mio viso, scolpito fuori dal solido e bruno ciliegio. Nel cerchio sfumato di quegli occhi, dipinti con tempera scadente, concentravo tutta l'umanità di cui ero capace. Pregavo dentro il mio cuore di vero mogano che nessuno di voi si facesse distrarre dalla comicità meccanica del mio andamento dinoccolato. E voi invece ridevate, sì, come pugnali. Quei denti perlacei si conficcavano ben oltre le vostre gengive. Erano già sguainati, a serrarsi intorno alla mia anima.

Solo allora riuscivate a mostrarmi quant'era acuta la vostra sensibilità. Solo allora vi abbassavate a parlare la  mia lingua, per insultarmi nei modi che avrei potuto capire. Vi ammiravo. Così come s'ammira l'ingranaggio di un mondo perfetto, che nasce dall'alba e si richiude dentro l'ombroso scrigno della sera.  Perché esistono le fiabe degli uomini, e le fiabe degli oggetti. Quelle degli oggetti riguardano la vita. Siete voi, creature di carne, animate da un fuoco invisibile che va oltre il degradabile, a costituire l'ispirazione dei sogni che facciamo, indisturbati, quando ci riponete o dimenticate in un angolo.

Che poi… perfetto? Non significa giusto. Non c'è legittimità maggiore nel fare soltanto quel che preferisci, trovando poi qualche tana della morale in cui nascondere il piacere. Non c'è maggiore giustizia a pretendere di essere vivi. Per quel che mi riguarda, negli occhi di chi mi voleva bene c'erano le risposte in merito alla strada che dovevo seguire. Per sfuggire a quelle risposte inventavo bugie distruttive. Ma l'amore mi ha salvato sempre. Ho attraversato così i limiti della mia realtà inanimata, e sono diventato il sogno di me stesso. Ho rivoltato la realtà, cominciando a sognare la materia, divenendo vita.

Adesso, nella notte, mi par di vedere l'ombra del mio vecchio corpo, abbandonato su una sedia, e quell'esistenza scricchiolante, che sembra uscita da un libro per l'infanzia, si confonde dentro la testa, in mezzo agli altri fantasmi e alle altre bugie. Menzogne che pulsano, cercando vita propria, come dal pezzo di legno salta via il simulacro, per entrare nel mito. Ma non è così anche per voi? Cancellate continuamente il passato per vivere nel presente. Quando non riuscite a lavare via le tracce, le trasformate in un racconto, riuscendo a imprigionarle nella magia della parola. E quando le parole non vi bastano più, create gli Dei".

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...