Cosa fanno quando sei lontano

Quando partirai, senza dire nulla nemmeno al destino, vedrai lontano. Vedrai la sera di Natale in cui Isabella si è avvicinata al Conte per la prima volta.

Nello sciabordio delle risate, vedrai una gara a chi arriva prima in fondo alla strada. Il gusto del vino  dorme ancora in bocca. Ti riconoscerai a stento nella voce di chi ha già iniziato a raccontarti.

Ti aggrapperai alle ultime sillabe di chi ha già smesso di farlo. Nella costruzione di nuove identità, la prima volta che hai pianto, la prima volta che hai sorriso, finiranno sepolte sotto le fondamenta.

Vedrai i palazzi della grande città, un giovane manovale ancora ignaro della fama che silenziosa l’accompagna.

Vedrai file archiviati sull’hard-disk.  Non si tratta di cassetti, spalancati di sorpresa.

Quando la nave si allontanerà, inizierai a zittire l’anima che rimugina.

Ti siederai attorno a un tavolo di sconosciuti, con gli occhi sbarrati, come l’ospite principale di una seduta spiritica, affermando con convinzione che la cultura basata sui ricordi si rigenera di continuo senza crescere mai davvero.

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Che serve solo a fondere cimeli e memorie dorate per realizzare vitelli d’oro da seguire senza sapere la direzione.

Invece tu la sai, vero? Guarda quanto lontano ti sta portando. Hai solo fame, come tutti gli altri. Solo per questo sei salpato, solo per questo stai invecchiando. Del resto rimangono soltanto atti di vandalismo, non certo eroiche ribellioni.

Tirerai fuori un coltellino, rovinando il legno del tavolo con una firma nevrotica e scema, una cicatrice destinata alla distrazione dei passanti. La vera arte rimarrà a scaldarsi davanti a un piatto di minestra condivisa, accarezzando chi si è seduto e ha già preso il tuo posto.

Il tuo unico tesoro, la tua merce di scambio, sarà solo la prova di aver vissuto, il cui onere sarà a tuo carico, senza nemmeno l’aiuto di testimoni. I colori e le forme di nazioni sconosciute ti riempiranno l’orizzonte. Ti sentirai uno specchio di carne, attraversato dalla luce ma incapace di riflettere. Sarai creduto risaputo, un giornale che riporta soltanto avvenimenti già noti.

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