La banalimalità del male

Una fabbrica in pausa, gli odori di aceto e verdura marcia dai cestini del pranzo, luna crescente, tutele calanti, il fantasma della donna delle pulizie, la sua traccia di pareti sporche, un giornale davanti agli occhi.
Migranti, barcone naufragato.  Cadaveri sparsi.

Cadaveri di bambini.

Così imparano a venire qui. Devono morire tutti”,  biascica una persona.

E’ madre di tre figli.

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